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Squilibri pubblicitari

Metro 150x150 Squilibri pubblicitariNon vi e mi tedio con numeri e cifre, ma è palese che la carta è in declino, che oggi le Fiere sono un po’ più vuote di ieri e che la Rete è sempre più visitata, trafficata, apprezzata. E’ altrettanto palese che a questa tendenza inarrestabile non corrisponde (per ora) un’adeguamento del mondo della pubblicità.
In questi giorni stiamo curando la partecipazione al prossimo Tecnargilla, importante Fiera dedicata all’industria della ceramica. Tutti gli aspetti, inclusa la promozione prima, durante e dopo l’evento; non mi riferisco alle attività per le quali siamo autonomi come azienda, per quelle ho recentemente scritto questo post.

Le attività di cui scrivo sono quelle che coinvolgono la Fiera: cartelli, teli in PVC, totem, o piuttosto dei banner nel sito dell’evento stesso. Di seguito alcune di queste voci con prezzi identificativi.

OFFLINE
Articolo galleggiante nella piscina…5000 euro
Cartello nel ristorante 1,4×2 m….900 euro
Tappeto personalizzato di 5m di diametro….5000 euro
Telo in PVC in uno degli ingressi, 5,2×3,6 metri… 5300 euro

ONLINE
Banner nella sezione “visita la fiera”..800 euro
Banner nella sezione “catalogo”…1000 euro

Penso al potenziale numero di persone raggiunte dai messaggi offline (il totale dei visitatori nella precedente edizione fu di 31.400, ma non tutte passano nella zona del messaggio, poche notano il messaggio, pochissime prestano attenzione), penso alla tipologia di persone raggiunte (espositori concorrenti, potenziali clienti, studenti, curiosi), e penso al livello di attenzione che queste stesse persone pongono nel notare o meno il messaggio.

E i messaggi online (i banner?)
Sono presenti in una sola sezione del sito, e le dinamiche di attenzione sono difficili da prevedere, ma facilmente tracciabili. Inoltre hanno una rotazione massima di 1:5, ma un’estensione temporale da non sottovalutare, cioè fino a giugno 2011.

Guardate l’immagine di seguito, indica quante volte sono state cercate in Google le parole “Tecnargilla” e “Tecnargilla 2010″; è verosimile che quasi la totalità di coloro che hanno cercato abbiano poi visitato il sito dell’evento.

tecnargilla Squilibri pubblicitari

Quindi, su base mensile, circa 1000 utenti hanno raggiunto il sito di Tecnargilla; ammesso che nei prossimi mesi ci sarà un incremento e che da ottobre in poi ci sarà un calo, ipotizziamo che da qui a giugno 2011 gli utenti saranno più di 10000.

A questi aggiungiamo coloro che arriveranno al sito da altri siti, o tramite ricerche dirette; il numero aumenta ancora. Il tipo di visitatore è più specifico, e molto più interessante: è verosimile che le sezioni “catalogo” e “visita la Fiera” siano le più raggiunte da potenziali clienti.
 
Alla luce di queste considerazioni mi sarei aspettato una proporzione nettamente diversa tra pubblicità online e offline. Per un’idea più precisa sarebbero necessari dati più certi, ma sono più che sufficienti quelli che abbiamo per farmi dire che avrei pensato a prezzi simili.

Metro Squilibri pubblicitari

Non discuto dei prezzi in termini assoluti, bensì in termini relativi. Non dico che i 5000 euro per il galleggiante siano troppi, dico però che i 5000 euro sono troppi se per il banner ne sono sufficienti 900, o che 900 sono pochi se per il galleggiante ne sono necessari 5000.

Ma quali sono le cause? Di sicuro non punto il dito contro gli organizzatori dell’evento. Così come quelli di Mediaset programmano la Pupa e il Secchione perchè è quello che il loro target desidera, così quelli di Tecnargilla (e di tutte le altre Fiere) danno un valore ai canali che hanno a disposizione in funzione della richiesta e di quanto gli Espositori sono disposti a pagare.

E personalmente, se ai 5000 per il galleggiante non penso neppure, ai 900 per il banner penso intensamente.

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Su Paolo Montanari

  1. June 3rd, 2010 at 23:08 | #1

    Dunque, i prezzi mi sembrano ok, anche se non ho capito bene il “galleggiante” (si vede che so’ ignorante…eh?). Premesso che, di base, mi trovi più o meno daccordo, ti invito a vedere le cose anche da un’altro punto di vista: primo, i banner, se fornisci tu il soggetto, non hanno costi di posizionamento, i cartelloni e tutto il ciarpame, invece, va prodotto, quindi i costi sono più alti sicuramente (direi che il banner è fin troppo caro :) ) secondo, c’è da considerare un fattore di branding difficilmente misurabile, ossia il radicamento. Se un cliente vede un banner su un sito, magari ci fa caso e ci clicca, magari no, magari si ricorda di aver visto un determinato marchio, ma la mia idea è che se un cliente vede un pannello o un qualcosa di grande in senso “fisico” allora gli rimarrà più in mente. Vabbé so’ stato confuso ma oggi non sto un granché, il concetto di fondo è, al di là del numero di contatti, quanto il messaggio permea il cervello dell’utente e quanto sarà richiamato in maniera automatica? ci vorrebbe qualche esperto di signage! ahahah complimenti per il posto comunque, davvero interessante

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