Fastidio Marketing: ti sfrombolo dal finestrino
Domenica stavo rientrando dalla clinica in cui m’ero operato a un legamento ribelle d’un ginocchio; mio padre, la mia compagna, un po’ di dolore e molta insofferenza erano in auto con me. Ma non erano le uniche presenze in auto..c’era anche un navigatore satellitare.
Navigatore nuovo di zecca, il regalo che avevo fatto proprio a mio padre per il suo 60° compleanno. Acceso, bello e luccicante, appiccicato al parabrezza, fedele compagno di viaggio.
L’avevo appena impostato, luogo di partenza e di destinazione, Città e Via; qualche secondo di pazienza per una breve ricerca del segnale, ed eccolo tutto propositivo, volonteroso di indicarci la strada di casa.
Din din din, c’è un autovelox..”ma che bello, mi dice anche dove sono i velox..” dice mio padre. “Prosegui 3-cento metri e tieni la destra” risponde una voce suadente. Din din din, un altro autovelox; e il ginocchio che pulsava, come il din din din nel cervello.
“Provo a cambiare la voce, c’è anche quella maschile” dice la mia compagna. E setta il Tom Tom in modo che sia Luca Ward (non è vero, ma la voce grave lo ricordava) ad indicarci la retta via.
Retta, ma non chiarissima; “tra 4-cento metri tenere la destra, poi svoltare a destra” dice Ward, e noi, dopo un altro din din din ci avviciniamo all’imbocco dell’autostrada.
Già, perchè scorgiamo un incrocio che indica chiaramente la direzione dell’A1, ma sul monitor compare anche un’altra strada, subito dopo a quella per l’autostrada ma parallela ad essa e, soprattutto, direzione zona industriale.
Ma il navigatore (forse) dice che la strada giusta è la seconda. “Beh, giriamo alla prima, indica AUTOSTRADA..”, dico io. Vengo snobbato, il navigatore sembra dire che la strada giusta è quell’altra e, ricordatevelo bene, il navigatore non sbaglia.
Esatto, non sbaglia, in effetti indicava la prima, ma noi siamo andati oltre. Dimostrato così l’effetto collaterale del navigatore: svuota il cervello, anestetizza l’orientamento.
Il cartello “autostrada” era bello chiaro, ma il navigatore non può sbagliare. Precedenza al navigatore. E poi penso a tutte le volte che mi districavo con fatica per le vie di tante città, italiane e straniere, strette e larghe, talvolta anche sbagliando..ma sai la soddisfazione di ritrovare la strada giusta!
E quindi si ritorna indietro, Luca Ward parla a raffica, preferisce un altro punto di inversione e quindi ricalcola il percorso, un altro din din din (gli autovelox sono tutti in questa strada, poveri fiorentini..), quindi un altro beeep per dirmi che ho superato il limite… sono rancoroso, come Gioele Dix.
BASTA!!! Taci aggeggio! La tentazione di allungarmi, strapparlo dal vetro, aprire il finestrino e sfrombolarlo fuori era fortissima, l’idea mi gratificava davvero tanto. Ma non era il caso, innanzitutto non era mio, poi in certe situazioni può essere utile e, soprattutto, siamo in Autostrada. Stringo i denti, mi allungo, e lo spengo.
Domenica scorsa era il giorno di un nuovo Marketing, Il Fastidio Marketing.
Colonna sonora — Il ragazzo della Via Gluck (A.Celentano)