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Alcuni errori nel pay per click in B2B

 Alcuni errori nel pay per click in B2B

S Basta noia 150x150 Alcuni errori nel pay per click in B2BLe campagne pay per click (PPC) in B2B spesso sono tristi, asettiche, tecniche, insipide, tante volte involontariamente ma tante altre volontariamente. Triste e tecnico non significa necessariamente inefficace, o forse si, soprattutto se la motivazione per questa tristezza non regge.

Qual è questa motivazione-provocazione? Il B2B è noioso, la maggior parte dei prodotti e dei servizi sono poco attraenti e divertenti. D’altronde, un Campari è molto più interessante di un solvente chimico, un videogioco è più “cool” di un software gestionale…

Ma ciò non significa che i destinatari delle campagne ppc siano colpiti da messaggi altrettanto asettici. Faccio un esempio pratico che ho sperimentato in queste ultime settimane. Transtecno produce un’ampia gamma di motoriduttori (componenti meccanici), la linea SolarTecno ne raggruppa alcuni ideali per gli inseguitori solari; in sostanza i motoriduttori movimentano i pannelli solari.

Ecco due annunci che utilizzo in Google Adwords:

SolarTecno by Transtecno
Movimentazione inseguitori solari
Movimentazione parchi fotovoltaici
www.transtecno.com

Pannelli seguono il sole
Fai ruotare gli inseguitori solari
SolarTecno by Transtecno
www.transtecno.com/products/

Il primo ha un CTR di circa 1,7%. Il secondo di 5,4%. Annuncio leggermente più brioso, tanti click in più.

Questo è uno degli errori più frequenti che vengono fatti nel ppc, cercate annunci analoghi  nello stesso settore, vedrete quanta noia. Ma non è l’unico errore, ce ne sono altri:

IL BRAND, QUESTO SCONOSCIUTO

Anche se si parla di aziende piccole, di prodotti nuovi, perchè non fare riferimenti a marchi e loghi e stare sul generico? E’ proprio questo il momento in cui iniziare ad affermare la propria presenza sul mercato, senza paura e timidezza. O si rimarrà sempre nell’anonimato.

ESISTE SOLO GOOGLE

Diversificare, come in finanza. Google domina il mercato dall’alto delle sue alte percentuali, ma esistono anche Yahoo e altri motori di ricerca, soprattutto se siamo in nicchie di mercato.

CAMPAGNE (senza h) NEL CONGELATORE

Creare campagne e non pensarci più. Perchè? Abbiamo fatto 30, facciamo 31.. aggiorniamo gli annunci, ottimizziamo le parole chiave, aggiustiamo l’ammontare delle offerte. Queste attività non richiedono tanto tempo, e anche se fosse sarebbe tempo ben impiegato.

Vi consiglio un metodo per migliorare il CTR; lo utilizzo regolarmente, i risultati sono buoni.

 Creiamo 2 annunci identici e modifichiamo un dettaglio di uno dei due: ad esempio una o due parole, il link di destinazione, oppure invertiamo la seconda e la terza riga. Dopo una settimana (indicativamente, ma dipende dal volume di visualizzazioni dell’annuncio) vediamo il CTR dei due annunci e modifichiamo quello con il CTR più basso, con modifiche altrettanto lievi.

Nel medio periodo, vedrete che il CTR aumenterà; fatemi sapere.

IGNORARE LA CODA LUNGA

Nonostante l’individuo adori spendere più del necessario, parto dal presupposto che vogliamo ottimizzare l’investimento, cercando di spendere poco per ottenere un buon numero di lead, peraltro interessanti.

 

coda lunga anderson1 Alcuni errori nel pay per click in B2B

E allora è necessario rinfrescare periodicamente la teoria della coda lunga di Chris Anderson, che favorisce parole chiave composte a discapito di parole chiave singole.

Un esempio: è più costoso e meno efficace usare “macchine legno” rispetto a “macchine taglio legno” e “macchine per taglio legno”.

Colonna sonora -- Squander (Skunk Anansie)

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  1. March 4th, 2010 at 15:20 | #1

    Ciao. Interessante caso, che ci fa tornare ad un assunto: le aziende, anche quelle b2b, sono fatte di persone ed è alle persone che bisogna parlare, seppur nei toni appropriati. Anche io, insieme a un paio di colleghi, ho fatto un tentativo simile: si trattava di una “campagnetta” per dare visibilità al marchio Studio Casani che svolge consulenza finanziaria nel settore della cantieristica navale. Una delle creatività su Google voleva incuriosire con questa frase: “Noi sui finanziamenti ci mettiamo la faccia”. L’idea sottostante era quella di enfatizzare l’impegno in prima persona dei soci nel perseguire gli obiettivi dei clienti. Il visitatore atterrava poi sulla home del sito, dove abbiamo cercato di comunicare lo stesso messaggio. Il test è ancora in corso. Appena possibile renderemo noti i dati. Buona anche l’idea di presidiare altri motori. Ciao! Martina

  2. March 5th, 2010 at 10:56 | #2

    Appena hai i risultati fammi sapere che sono curioso; comunque direi che il ragionamento non fa una piega, in bocca al lupo!

  1. April 24th, 2010 at 16:28 | #1

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