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Twitter e social in B2B. Ecco perché il potenziale è enorme, ma è presto

November 5th, 2009 Leave a comment Go to comments

Le ultime tendenze del marketing online coinvolgono tools quali LinkedIn, Facebook, Twitter. Molti professionisti del marketing li vedono come la risposta alle loro preghiere; anche nel B2B. In effetti il potenziale è enorme, ecco perchè, ed ecco perchè è presto.

Facebook, il più diffuso in Italia, è un punto d’incontro principalmente per il tempo libero.
LinkedIn è una piattaforma professionale per sviluppare conoscenze e rapporti interessanti.
Twitter mi piace definirlo come una nube di idee: le persone-aziende emettono “tweets”, cioè esprimono opinioni, danno input, fanno proposte, condividono sensazioni; tutto in 140 caratteri, su tutti gli argomenti.

Ma nei panni di un’azienda industriale, vale la pena includere i social network nel marketing mix?  A mio avviso… si e no. LinkedIn assolutamente si, con un profilo a livello personale che, nella peggiore delle ipotesi, non farà danni.

Consiglio invece di procedere con cautela per quanto riguarda Facebook e Twitter; innanzitutto occorre fare attente valutazioni e porsi domande: “La mia azienda è veramente pronta? E il settore?” La mia esperienza mi suggerisce che, nelle migliore delle ipotesi, tante realtà industriali (PMI ma non solo) stanno ancora litigando con gli elementi base del marketing online.

Ma se senti tue le seguenti affermazioni, beh allora è già tempo di dare un’occasione ai social media:

• Il sito è il mio principale strumento di marketing
• Il sito mi procura un traffico sufficiente a supportare la mia attività
• La mia azienda è sulla prima pagina di Google per i termini di ricerca più importanti
• L’email marketing genera un buon traffico e mi porta clienti
• So qual è il mio ROI, cioè sono a conoscenza dei risultati ottenuti da ogni singolo euro investito in attività di marketing

Se invece nessuna di queste frasi fa parte della tua realtà, allora prima di passare ai social network è necessario investire nel sito, nel SEM, nel SEO, nell’email marketing e nel marketing analytics.

Twitter merita una riflessione ulteriore; la maggior parte dei professionisti del B2B presenti su Twitter non trova utenti dello stesso settore; ma con ogni probabilità moltissime PMI non tarderanno ad arrivare: perché? il potenziale è enorme, le persone parlano in continuazioni di prodotti e aziende, ora ne scrivono pubblicamente. Qui sta la differenza: nella conversazione scritta e pubblica puoi intervenire.

Cosa pensate? Siete d’accordo?

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  1. November 6th, 2009 at 18:28 | #1

    Anche se ormai con le indagini sui social media bisogna andarci molto cauti – perchè a volte si hanno dati contrastanti e, se si esaminano bene, risulta che spesso gli investimenti sono abbastanza contenuti – vorrei segnalare una ricerca eseguita in America qualche mesa fa da BtoB and the Association of National Advertisers.

    Gli intervistati erano dei marketing manager ed è risultato che il 57% degli intervistati nel BtoB stanno utilizzando i social media, soprattutto i blog.
    Comunque, rimando alla sintesi dell’indagine:

    http://www.btobonline.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20090720/FREE/307159994/1207/RESEARCH

    Le slide che riassumono la ricerca (molto interessanti) si trovano qui:

    http://www.btobonline.com/pdfs/BDI.pdf

    Certo, in Italia la situazione è diversa ma mi sembra che le aziende B2B dovrebbero decidere a darsi una mossa

  2. November 6th, 2009 at 23:51 | #2

    occorre solo buon senso di business. mi spiego: prima di lanciarsi a fare qualcosa, che in questo caso si riassume nel conversare con una quantità di gente, devi avere: degli obiettivi chiari (cosa vuoi ottenere? solo awareness, o buona reputazione, o cambiare una percezione negativa?), una strategia di conversazione (che cambia a seconda degli obiettivi), decidere con chi vuoi parlare e dove sta quella gente, e SOLO a questo punto puoi scegliere i giusti strumenti di conversazione. FB, twitter e tutto ciò che verrà sono solo strumenti, e gli strumnti non possono mai sostituire o essere confusi con un buon piano.
    un altra regola di buon senso che mi hanno insegnato in azienda è il FOCUS: scegli poche priorità, e falle per bene, non disperderti nel cercare di fare troppe cose.

  3. Paolo Montanari
    November 7th, 2009 at 01:36 | #3

    @Marino Fadda
    Marino, concordo con te, le aziende B2B in Italia dovrebbero scuotersi e capire che non sono nemici, ma opportunità
    E grazie per le slide, molto utili e interessanti

  4. Paolo Montanari
    November 7th, 2009 at 02:04 | #4

    @Flavia TTV
    La mancanza di pianificazione è molto diffusa in effetti, sopratutto in momenti di difficoltà, in cui si naviga a vista. Ma ciò che più mi infastidisce è la diffidenza, la paura del nuovo, dell’incognita

  5. November 7th, 2009 at 10:03 | #5

    e hai ragione :) il mio commento era più rivolto ai “consulenti di social media”, troppo spesso improvvisati. che le imprese abbiano paura del nuovo è assodato… la paura si trasforma poi in ansia e fretta di “fare qualcosa” (senza strategie ben pensate appunto) solo quando un concorrente all’improvviso fa qualcosa di nuovo, ha successo, e gli fa male :)

  1. November 5th, 2009 at 09:28 | #1

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